Dall’esilio in Cina fino al ritorno (probabile) in Europa. Inter-Ramires, un matrimonio che s’ha da fare per tre buoni motivi

Ramires Santos do Nascimiento, meglio noto come Ramires, è molto vicino a vestire la maglia nerazzurra almeno fino a giugno. Le dichiarazioni a Sky Sport del centrocampista (“Spero che i club trovino l’accordo“) fanno capire quanto sia forte la sua volontà di tornare a misurarsi in un campionato di livello, più competitivo e più dinamico rispetto alla Chinese Super League. Qualora la trattativa andasse in porto, quale sarebbe la sua collocazione nel 4-2-3-1 si Luciano Spalletti? E soprattutto, è lui il rinforzo giusto per il centrocampo nerazzurro?

Per caratteristiche, non può che essere schierato sulla mediana, al fianco di uno tra Gagliardini e Borja Valero; difficilmente il tecnico di Certaldo lo schiererebbe come trequartista, non essendo il brasiliano abbastanza prolifico in zona goal per poter interpretare al meglio quel ruolo. Il suo record personale di reti segnate in una stagione è di 12 goal con la maglia del Chelsea nella stagione 2011-2012 (divisi tra Premier League, Champions League e FA Cup), replicando lo score in campionato nella stagione successiva (5 reti), per poi non andare oltre le 2 reti a campionato nelle stagioni successive in Inghilterra. Troppo pochi per poter interpretare al meglio il ruolo di trequartista.

Non mancano però le ragioni per doverlo prendere:

1- la più scontata, la penuria di centrocampisti affidabili nella rosa nerazzurra. Brozovic e Joao Mario (in particolare quest’ultimo) non garantiscono supporto in attacco né protezione davanti alla difesa. A livello di goal segnati, inoltre, il croato avrebbe il potenziale per segnare almeno quanto Ramires nelle sue migliori stagioni, ma la sua indole gli ha sempre impedito di poter rendere di più. Per quanto riguarda il portoghese, ogni discorso è superfluo, data la chiara volontà di lasciare l’Inter.

2 – Il secondo motivo, collegato al primo, è che potrebbe formare con uno tra Gagliardini e Vecino una mediana di spessore, dando maggiore libertà agli esterni ed al trequartista in fase offensiva. Il terzo motivo per cui quello del brasiliano potrebbe rivelarsi un ottimo affare è l’enorme esperienza internazionale che porterebbe con sé: tralasciando i due anni trascorsi in Cina con la maglia del Jiangsu Suning e gli inizi nel Brasilerao, Ramires può vantare nel suo curriculum 43 presenze con la maglia del Benfica durante la stagione 2009-2010 e  202 presenze  con la maglia del Chelsea dall’agosto del 2010 al gennaio 2016 (contando anche le varie competizioni internazionali), periodo nel quale ha potuto collezionare una FA Cup, una Coppa di Lega inglese, una Premier League, una Champions League ed una Europa League, un palmares di tutto rispetto.

Alcuni potrebbero obiettare che un discorso simile venne fatto 4 anni fa, quando l’Inter prese a parametro zero Nemanja Vidic dal Manchester United. L’esperienza del serbo in nerazzurro fu un disastro ma a sua discolpa va detto che si ritrovò in una delle peggiori Inter viste negli ultimi anni, con Ranocchia e Juan Jesus come compagni di reparto ed un centrocampo che lasciava molto a desiderare in quanto a copertura. Oggi l’Inter è diversa da quella squadra, ha una difesa molto più solida e necessita di centrocampisti di spessore in mezzo al campo, che portino in dote qualche goal in più, ovvero proprio quello che il brasiliano potrebbe garantire.

3 – Infine, è bene ricordarlo, tra i titolari a centrocampo non vi è nessuno che abbia mai vinto un titolo importante (non conto lo scudetto di Borja Valero nella stagione 2006-2007 perché registrò una sola presenza). Per tornare a vincere è doveroso avere in squadra anche giocatori con grande esperienza in ambito internazionale.

Autore

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Angelo Mandarano
Laureato in lingue per la mediazione linguistica, amante di storia e letteratura cinese. Interista grazie a mio padre, sogno di vedere un'Inter leggendaria come quella di Mourinho.