Il regista che serviva. Quando pochi milioni bastano (a volte) per garantirsi un giocatore di qualità

Molti avrebbero voluto che arrivasse molti anni fa, quando ancora militava nel Villareal, molti avranno storto il naso quando Borja Valero è passato quest’estate dalla Fiorentina all’Inter per la modica cifra di 5 milioni di euro. L’età (33 anni a gennaio) in effetti potrebbe sollevare dubbi sulla sua tenuta fisica ma fino ad ora Luciano Spalletti sta magistralmente gestendo il regista spagnolo ex Fiorentina e Villareal che contro il Verona ha segnato il suo primo goal con la maglia dell’Inter. Non stiamo parlando di un regista con le caratteristiche di Wesley Sneijder, anche perché l’olandese giocava più avanti. Per la sua calvizie ed il suo ruolo è stato paragonato ad Esteban Cambiasso, l’ultimo giocatore in mezzo al campo a dare ordine alla manovra dell’Inter.

Fin qui si è dimostrato duttile, giocando come regista davanti alla difesa nelle prime 7 partite (ad eccezione contro la Roma) con uno tra Gagliardini e Vecino ad aiutare in fase di copertura, sia come trequartista che arretra per ricevere il pallone e far ripartire la squadra. Negli ultimi 5 match, Spalletti lo ha schierato nella linea dei 3 a supporto di Mauro Icardi; è lui l’uomo che il mister di Certaldo cercava? No, ma data l’impossibilità di arrivare a Nainggolan o Vidal in estate, l’ex tecnico di Roma, Zenit ed Udinese ha fatto di necessità virtù, adattando in quella posizione lo spagnolo per avere maggiore copertura con i mediani Gagliardini e Vecino. Un ruolo che, tuttavia, appare atipico, proprio per il suo modo di interpretarlo: arretrando spesso per ricevere il pallone e far ripartire l’azione, scambia la posizione con il centrocampista uruguagio, il quale si avvicina più di tutti al trequartista ideale di Luciano Spalletti.

Non è un centrocampista a cui piace svariare per il campo ma, a dire il vero, svolge con diligenza il suo compito, qualunque esso sia: nelle partite in cui ha giocato davanti alla difesa, ha sempre mantenuto la sua posizione, lasciando il compagno di reparto libero di avanzare in fase offensiva. Anche quando la squadra avanza, con i terzini oltre la propria metà campo, lo spagnolo non si è sbilanciato in avanti per accompagnare la squadra, rimanendo a protezione dei due centrali, Miranda e Skriniar, per disturbare le ripartenze degli avversari.  Non si è rivelato falloso come centrocampista, in questa posizione, tanto che nelle 7 partite in cui ha giocato davanti alla difesa ha commesso solo 6 falli, subendone 7. Con l’avanzamento sulla trequarti, non ci sono stati cambi significativi in quanto ai falli subiti (8) mentre quelli commessi rimangono invariati ma distribuiti in 2 sole gare: contro il Milan (2) e nell’ultima partita, contro il Torino (4). Tende, però, a perdere molti palloni (finora una media di 4 palle perse a partita), fatta eccezione nella partita contro la Spal. Il tiro in porta non è tra le sue caratteristiche migliori (attualmente ha una media di 0.7 tiri a partita) in quanto il suo modo di giocare lo porta a preferire la costruzione della manovra con il passaggio al compagno più vicino, evitando il più possibile l’opzione dei lanci lunghi: su una media di 61.9 passaggi a partita, solo 4.4 sono dei lanci lunghi. In quanto ai passaggi chiave, si registra una media di 0.9 passaggi chiave a partita, ma osservando il rendimento nelle precedenti stagioni, è pressoché certo che la media aumenterà a circa 2 passaggi chiave a partita.

Cosa significano questi dati? Borja Valero è un giocatore che si sta dimostrando in grado di dare ordine alla manovra offensiva dell’Inter, in netta contrapposizione con coloro che dovevano velocizzare il gioco, ossia Banega (anche se non lo si può definire un regista ma un trequartista) e Kovacic. Finora i risultati stanno dando ragione alla scelta fatta in società, quest’estate, di affidarsi all’esperienza dello spagnolo, il quale avrebbe meritato un posto da titolare anche nella nazionale spagnola, non fosse stato per la presenza di due mostri sacri come Xavi ed Iniesta. E’ anche la prova che, a volte, non è necessario spendere decine di milioni per assicurarsi dei grandi giocatori (si veda il mercato fatto nella scorsa stagione, compreso quello invernale) ma si possono sfruttare occasioni come quella che si è presentata a luglio.

 

 

(fonte statistiche: www.legaseriea.it; www.whoscored.com)

 

Autore

8159@live.it'
Angelo Mandarano

Laureato in lingue per la mediazione linguistica, amante di storia e letteratura cinese.
Interista grazie a mio padre, sogno di vedere un’Inter leggendaria come quella di Mourinho.