Verso il derby: ecco perché (e dove) l’Inter non deve concedere nulla al Milan.

Terminati gli impegni delle Nazionali, riparte il campionato e domenica andrà in scena il 219° derby della Madonnina, il terzo dell’era Suning. Una partita che l’Inter non deve sbagliare per 3 motivi: mantenere il passo con Napoli e Juventus, le quali saranno impegnate in due importantissimi match contro Roma e Lazio, allungare ulteriormente sui cugini rossoneri, i quali si ritroverebbero in netta difficoltà per la rincorsa al quarto posto ed infine acquisire consapevolezza del proprio potenziale e lo stimolo a dare qualcosa in più rispetto alle proprie possibilità, sulla scia (con le dovute differenze) di quanto fatto da un’altra Inter, qualitativamente più valida di quella attuale, che proprio dopo un derby vinto trovò la convinzione giusta per lottare per lo scudetto.

Quale delle due squadre arriva al derby in condizioni migliori? L’Inter è leggermente favorita sui rivali rossoneri. Lo dimostra la classifica, che vede i nerazzurri secondi (a pari punti con la Juventus) con 19 punti mentre il Milan è settimo con 12 punti; lo dimostra il buon momento che stanno attraversando Icardi e compagni che, seppur non brillando, si sono dimostrati cinici e sono riusciti ad ottenere punti preziosi a differenza degli scorsi anni, mentre il Milan arriva al derby reduce da due sconfitte consecutive contro Sampdoria e Roma e si registrano dubbi sull’operato di Vincenzo Montella, tanto che nella scorsa settimana si vociferava di un suo possibile esonero. Lo dimostra, infine, la maggiore solidità dell’Inter che può contare su una buona base, a differenza dei rossoneri che questa estate hanno rinnovato pesantemente la squadra. Questo non significa, però, che l’Inter non incontrerà una squadra affamata: il Milan non intende perdere punti per la corsa alla qualificazione in Champions League né intende lasciare l’intera posta in palio ai rivali.

Come affronterà l’Inter questa gara? Data l’assenza di Marcelo Brozovic, infortunatosi in allenamento con la nazionale croata, Luciano Spalletti ha tre opzioni per il suo 4-2-3-1: la prima con Joao Mario, in cerca di riscatto dopo le ultime deludenti prestazioni, a supporto di Icardi insieme a Candreva e Perisic; la seconda è lo spostamento sulla trequarti Borja Valero, con Gagliardini e Vecino a protezione della difesa; la terza opzione, la più offensiva, consiste nell’inserimento di Eder sulla fascia destra e Candreva accentrato come trequartista, con uno tra Gagliardini e Vecino a dar man forte a Borja Valero davanti alla difesa. Delle 3 soluzioni elencate, quest’ultima è la meno probabile per ragioni di equilibrio: le fasce sono la zona dove il Milan è più pericoloso con l’azione offensiva degli esterni di centrocampo e d’attacco (Rodriguez e Bonaventura sulla sinistra ed Abate e Suso sulla destra). Difficile che venga proposta dall’inizio.

Anche la prima opzione, però, presenta dei problemi di equilibrio. Date le caratteristiche (e l’età) di Borja Valero, è improbabile che Spalletti si presenti con un centrocampo leggero, con un solo mediano, di fatto, a proteggere la difesa. La soluzione più probabile è quella già vista contro la Roma, con Borja Valero in posizione avanzata per far ripartire l’azione, con Candreva e Perisic che dovranno fare un grande lavoro in entrambe le fasi per limitare gli attacchi dell’avversario e per supportare Icardi contro i 3 difensori del Milan.

Sulla linea difensiva, Miranda, Skriniar e D’Ambrosio sono titolari inamovibili. L’unico dubbio (esiguo, per la verità) rimane a sinistra: Dalbert o Nagatomo? Il giapponese al momento dà maggiori garanzie in fase difensiva rispetto al brasiliano. Quest’ultimo deve ancora adattarsi al campionato italiano e le sue caratteristiche mal si conciliano con la presenza di due esterni offensivi, seppur supportato da Perisic.

Chi potrebbe subentrare durante la partita (e risultare decisivo) è il giovane Yann Karamoh. Dopo la buona prestazione fornita nei 15 minuti concessigli da Spalletti contro il Genoa, non è da escludere che il tecnico di Certaldo possa inserirlo nel secondo tempo (magari assieme ad Eder), quando gli avversari saranno stanchi e lui potrà far valere le sue doti tecniche sulla fascia che sarà presidiata da Rodriguez, terzino dalle spiccate doti offensive. Sarebbe anche un segnale importante per spronare Eder e Candreva ad un maggior contributo in zona goal, essendo entrambi a secco dopo 7 giornate; è vero che in zona goal la media è più che soddisfacente ma è necessario avere delle alternative concrete alle reti di Icardi e Perisic se si vuole puntare alla qualificazione in Champions League e questa partita è l’occasione ideale per mostrare che l’Inter ha tutte le carte in regola per arrivarci.

 

Autore

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Angelo Mandarano

Laureato in lingue per la mediazione linguistica, amante di storia e letteratura cinese.
Interista grazie a mio padre, sogno di vedere un’Inter leggendaria come quella di Mourinho.